GIOVANNI MICHELOTTI, 1921-2021
L'Uomo e il Designer
Michelotti uomo e Michelotti disegnatore di automobili favolose sono stati un'anima sola.
Ricorda il figlio Edgardo, che in suo padre il "mestiere" era così connaturato con la sua personalità, da imporgli una continua appassionata ricerca di nuove definizioni tecniche e formali, come farebbe un artista nell'elaborazione interiore delle sue visioni. Disegnatore instancabile, Egli doveva bloccare sulla carta l'incalzare delle idee che gli venivano alla mente e, per la sua capacità di immaginare plasticamente, spazialmente e dinamicamente un progetto, modellava direttamente nel gesso i modellini in scala delle sue creazioni.
Tutta questa maestria era maturata con l'esperienza sul campo, iniziata a 15 anni nello Stabilimento di Giovanni Farina a Torino. È stato, quello delle carrozzerie, un mondo irripetibile; animate da abilissimi artigiani del martello e della lamiera, esse erano anche una fucina di idee, di ricerca comune di soluzioni ottimali dei problemi che il "fatto a mano" presentava ad ogni progetto; denominatore comune: il talento.
Quando Giovanni Michelotti aprì il "suo" Studio - Laboratorio nel 1949, nel dopoguerra in una Torino che portava ancora i segni dei bombardamenti, Egli ricreò quel clima di intensa collaborazione, di intesa e di familiarità con il suo gruppo di lavoro. Con la sua carica di umanità e cordialità trasse il meglio dalle risorse intellettuali dei suoi aiutanti. Per scelta, per vivere molte esperienze, Michelotti rimase sempre libero da vincoli contrattuali con un solo gruppo industriale, ma mise la sua matita al servizio di molte case automobilistiche di grande prestigio internazionale: Triumph, Bmw, Jaguar, Daf, Renault, Hino, Prince, Aston Martin, Opel; Lancia, Maserati, Fiat, Ferrari. I suoi magnifici disegni colorati a tempera, che allora si chiamavano "figurini", venivano materialmente realizzati dai migliori carrozzieri del tempo, con i quali Michelotti aveva uno stretto rapporto di lavoro e di amicizia: Farina, Allemano, Ghia, Canta, Balbo, Bertone e soprattutto Vignale.
Gli anni Cinquanta e Sessanta hanno segnato un cambiamento nello stile della carrozzeria. La società attendeva qualcosa di nuovo rispetto al passato, e Michelotti ha anticipato questa aspettativa. Le sue linee aerodinamiche, le forme slanciate e dai volumi arrotondati, o aggressive per le auto da competizione, comunicavano anche un preciso messaggio visivo. Michelotti aveva il senso raffinato della perfezione. Il suo stile è sempre riconoscibile per l'eleganza, per la ricercatezza dei dettagli; declinato in tante varianti dava a ogni marchio un'identità, una fisionomia. Ai clienti che si recavano nel suo Studio - Laboratorio per avere un modello particolare di carrozzeria, Egli abbozzava direttamente la sua idea sulla vetrata-da cui si ammirava la bella cerchia di montagne piemontesi - intuendone e anticipandone le esigenze estetiche e pratiche.
Graficamente le opere su carta di Michelotti sono bellissime. La prospettiva con lunghe linee di fuga che scorcia fortemente l'immagine, rende spettacolari e quasi animate le automobili.
Il corpus di migliaia di disegni è conservato dal figlio, Edgardo, a Torino, nell'Archivio Storico Michelotti; in parte espositi in occasione della mostra al Mauto di Torino a quella, grandiosa, del DAF Museum di Eindhoven (Paesi Bassi) dove è illustrata tutta la produzione del marchio olandese per il quale il designer di Torino, già nei primi anni Sessanta, studiò e disegnò la Daf 44, apprezzatissima autovettura familiare, prodotta dal 1966 al 1974.
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